Archivi tag: Giacomo Leopardi

Il ragazzo di Recanati. Luzi e Leopardi

leopardi-1di Nicoletta Mainardi

Ci voleva un poeta di prima grandezza come Mario Luzi per restituire a Giacomo Leopardi dal fondo del suo radicale pessimismo, storico ed esistenziale, un ritratto intimo commosso e partecipe che è quasi un autoritratto. Accanto al poeta scelto come esempio impareggiabile di stile e al filosofo di sconcertante lucidità intellettuale che s’interroga a nome di tutti sulla natura umana e sulle ragioni dell’infelicità, Luzi ritrova intatto nell’autore di A Silvia il cuore antico e perenne del “ragazzo di Recanati” innamorato del pensiero della vita al suo primo gioioso rivelarsi e al suo altrettanto precoce, profetico negarsi.

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Il fiume, la vita

Luzi Tarasco 2014di Elena Gori

ATTENZIONE
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I versi di Dopo la curva fanno parte della raccolta di Mario Luzi Sotto specie umana, edita da Garzanti nel 1999. Protagonista indiscusso di questa lirica è il fiume, uno dei temi-cardine dell’intera opera del poeta fiorentino; basti pensare ad un titolo semanticamente evocativo come La barca, riferibile alla fase giovanile, o ai tanti corsi d’acqua che solcano le pagine luziane lasciandovi un’impronta incancellabile. In questa vasta casistica, il fiume diviene – è il caso dell’Arno – il “muto testimone o il protagonista di vicende legate a un territorio” (Marchi), o – come il più esotico Tigri – lo spettatore impotente degli scenari di guerra e di violenza nei quali quotidianamente resistono Le donne di Bagdad (vedi a questo proposito l’articolo Immagini di guerra e di vita).

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Luzi, poeta filosofo

di Marco Menicacci

Luzi Tarasco 2014 2Ha dichiarato Mario Luzi nel corso di un’intervista, rievocando i suoi anni giovanili: “Il mio progetto filosofico era più un sogno che un procedimento possibile; era il sogno della filosofia come tale e soprattutto della filosofia come ce l’avevano fatta vedere i presocratici, i classici fino a Platone, Socrate, e magari Plotino, più che un’adozione di sistemi della filosofia moderna, la quale mi sembrò più una specie di ingegneria mentale che un vero processo di conoscenza, un vero stato di conoscenza possibile, come era stato appunto alle origini”.

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