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Ripensando a “Nel magma”

Mario Luzidi Gloria Manghetti

Quando nel 1963 uscì Nel magma da più parti fu segnalata la novità di un libro che, dopo solo tre anni da Il giusto della vita, rivelava una importante quanto inquietante svolta nell’iter poetico di Luzi. A colpire fu in primo luogo il rinnovato rapporto tra il poeta e la realtà esterna, tra un io sofferto e in continua ricerca conoscitiva e un tu finalmente riscoperto nella sua dimensione più quotidiana e tangibile. D’altra parte è già stato fatto notare come la complessa relazione poeta-mondo espressa in Nel magma trovi origine nel lento ripensamento su quanto il poeta era venuto maturando lungo tutto l’arco del Giusto della vita, dalla Barca del 1935 fino ad Onore del vero del 1957, che, insieme a chiudere una stagione, anticipa numerosi elementi della futura produzione del poeta.

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Luzi e l’inferno della repubblica


di Marco Menicacci

ATTENZIONE
Leggi “Muore ignominiosamente la repubblica” in Testi!

La poesia di Luzi Muore ignominiosamente la repubblica è famosa per almeno due ragioni: intanto perché si tratta di una veemente invettiva civile, quindi di un testo che tocca (e commuove, con la sua inossidabile attualità) tutti noi, cittadini della repubblica in questione. D’altra parte è una poesia che, almeno nella sua portata civile, appare di immediata comprensione e può quindi risultare quasi sorprendente per chi di Luzi conserva l’immagine, imprecisa ma diffusa, del poeta oscuro, difficile, aristocratico, “ermetico”… (chi è interessato a queste tematiche può leggere Buio sangue. Poesie civili di Mario Luzi scelte da Marco Marchi, Brescia, Fondazione Calzari Trebeschi-Edizioni L’Obliquo, 2008).

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I risultati della nona edizione 2020 del nostro premio!

Cari ragazzi, cari docenti,

per il difficile momento che stiamo attraversando, la cerimonia di premiazione prevista per il 28 febbraio scorso non si è potuta tenere. Ma eccoci nonostante tutto qua!

Tutto era pronto per quel giorno. La giuria del premio aveva già fatto le sue meditate scelte tra i tantissimi, validi testi che come ogni anno ci avete fatto pervenire, la sala per le premiazione era pronta ad accoglierci, i diplomi  e gli attestati di partecipazione pronti per essere stampati e firmati!

Così ci è parso giusto adesso, in attesa di tempi migliori e prima che l’anno scolastico ufficialmente si concluda, comunicare i nomi di vincitori e segnalati e pubblicare qui le poesie con cui gli studenti premiati si sono piazzati ad uno dei tre gradini del podio.

Festeggiamo distanti ma uniti, come fossimo tutti nella Sala conferenze della BIblioteca delle Oblate a Firenze, pronti ad ascoltare, pronti ad applaudire!

Ecco dunque la classifica della nona edizione del «Premio Firenze per Mario Luzi», con i testi dei primi classificati e i nomi degli studenti segnalati delle varie scuole toscane che, con ampiezza ed ampia presenza rappresentativa dei vari territori regionali, hanno preso parte a questa edizione del premio.

I diplomi di merito e gli attestati di partecipazione al concorso saranno fatti pervenire via e-mail alle vostre scuole. Per ogni informazione e ulteriore chiarimento potete eventualmente rivolgervi a questo indirizzo, specificando PREMIO FIRENZE MARIO LUZI 2020 nell’oggetto del messaggio: marco.marchi@unifi.it

Complimenti ai premiati e ai segnalati, dunque, ma soprattutto complimenti a tutti voi, cari ragazzi, e vorrei dire a tutti noi, coinvolgendo in questo noi i docenti che vi hanno seguito, i docenti della commissione giudicatrice che vi hanno letto e selezionato, i  promotori del premio  e i rappresentanti delle istituzioni, per avere preso parte a questa bella gara. Una gara che vuol essere, prima che una sana e simpatica competizione, una festa della poesia.

A questa festa tutti abbiamo partecipato. All’anno prossimo con l’edizione del decennale del «Premio Firenze per Mario Luzi»!

POESIE PREMIATE 2020 ED ELENCO DELLE SEGNALAZIONI, CON UNA MENZIONE SPECIALE

Poesie premiate

 1° premio ex aequo
Ricordi
di Rebecka Altomare (Firenze – Istituto comprensivo Puccini, Scuola media)

E i guanti
senza tempo
fusi dal freddo
e la liscia superficie
della polverosa statua
di vetro accartocciato
e la macchinina
di plastica
sbriciolata dagli anni
e le affilate
schegge di carta
di un invito
per un antico compleanno
e le macerie sotterrate
e i ricordi
di un’altra vita
ormai scomparsa,
dimenticata.

1° premio ex aequo
Miele
di Cloe Buralli (Pescia, Pistoia –Liceo statale Lorenzini)

Il fuco te l’hanno ucciso,
sembrava amore
ed era un calabrone.

Hai un alveare intero
e tu vorresti annegare.

Sognavi una famiglia
nella solitudine della tua
conchiglia.

Volavi, sempre in basso.
Le regine ammaliavano i fiori
e tu vedevi nelle foglie allegorie.

Anche il tronco si lamenta, legge del contrappasso.
Legno comoda certezza,
indegno cane di mezza coda
abbaia per noia e bagna le ali, c’è
paura, Alice non vola.

Non vìola le nefaste nuvole nuziali
ma la regina soccombe alla festa negata
e il mondo non è più colmo di miele, felicità dall’alto colata.

Sovversione di valori nel vasto alveare
mentre ti specchi negli errori di un’esistenza
destinata all’estinzione; le sorelle soffocano
e i fratelli si infliggono il pungiglione:
sospetto per gli altri e per i simili attenzione.
Preferisci quel timore neonato
al terrore nel petto e così ti ritrovi
tra gli uomini.

Degni di fiducia, duttili e deboli
li definisci
(dannosi, deserti e deludenti)
finché non ti colpisce un’aria dura e dolorosa, non è vento:
campana di vetro.

Con il bicchiere il bambino ride, germe maligno che sorge dalla gola
ma ancora della vita non sa che c’è
paura,
Alice vola.

2° premio ex aequo
GPS
di Stefano Dal Canto (Firenze – Scuola militare aeronautica Douhet)

C’è là in fondo
Firenze che ci grida da ubriaca
Parole d’amore
Beve dai fiumi frantumati
Nei lampioni delirando
Fa’ segno di abbandonare le mani
Alla pelle
Le labbra alle voci degli stranieri
Gli scheletri in amplessi di lunghe primavere
Alle nostre unghie

E tutti i ventri
E i capelli e gli occhi luridi di città
Le lingue e le arterie là sotto
Questo è quanto
Vogliamo prenderci nell’Arno
Dai muretti

E se ti gioco sui fianchi
Se ci ammorbidiamo
In posizioni nuove
Per i GPS di Firenze che poi tanto
Ci localizzeranno cacceranno uccideranno
Almeno non ci capiranno mai
Disorientati
Perché ora siamo
Un luogo aperto al vento.

2° premio ex aequo

Mare d’inverno di Andrea Tavella (San Gimignano, Siena – Istituto comprensivo Folgore da San Gimignano, Scuola media)

Onde alte come cime innevate
che portano a riva
massi di grandezza infinita.
Brezza leggera che ti attraversa
e la rabbia che avevi è andata persa.

3° premio ex aequo

Iris di Rachele Nigi (Firenze – Liceo classico Galileo)

Sfumature all’orizzonte
Nuovi colori su tavolozze di sorrisi
Accesi sui visi
Tu ed io
Seduti tra gli Iris che sbocciano a maggio
A raccontarci i giorni trascorsi divisi
E farci coraggio
A cuore aperto.
E il vento sfoglia le pagine tramate di sogni
Dei nostri progetti
Chiusi nei cassetti
Uno stormo di pensieri neri
passa lassù nel cielo, sopra le nostre teste
Tra le nuvole rosa vermiglio.
Appoggiati tra onde di capelli che si infrangono nell’aria
E a vele spiegate salpiamo verso l’estate.
Nei suoi paesaggi lunari
Navigare su una scia di stelle tracciata sul mare.
E di quei giorni volati via come un batter di ciglia
Porto sempre con me la tua conchiglia.
Abbiamo cercato di abitare in un tempo solo nostro
Pensando che ci bastasse vivere d’istanti
Abbracci strozzati tra arrivi e partenze
Separati da una linea gialla.
Il nostro tempo è scaduto, perduto
Adesso ho ancora impresso negli occhi
Il viola disteso su una collina
Ne sento l’odore, il calore
Il profumo di un fiore
Iris.

3° premio ex aequo

Luna di sangue di Flaminia Maria Cencetti (San Gimignano, Cecina – Istituto comprensivo Folgore da San Gimignano, Scuola media)

La luna, tinta d’ardore
Rosso fuoco dell’Inferno
Sprigiona la sua bellezza
Nell’oblio del cielo.

Segnalazioni

Torna da me di Alice Bardi (Bagno a Ripoli, Firenze – Istituto d’istruzione superiore Gobetti-Volta)

Tramonto di Emma Boschi (Firenze – Liceo classico Galileo)

Dispnea di Azzurra Ceri (Prato – Istituto d’istruzione superiore Livi)

Nobile terra di Giada Colzi (Quarrata, Pistoia – Istituto comprensivo Bonaccorso da Montemagno, Scuola media)

Vento di Sveva Del Priore (Firenze – Liceo classico Galileo)

Tuonò Nettuno di Dorian Gronchi (Volterra, Pisa – Istituto d’istruzione superiore Carducci)

Il coraggio di ricordare di Iacob Andreea Ionela (Firenze – Istituto comprensivo Barsanti, Scuola media)

La bestia di Emma Lorenzini (Cecina – Liceo classico Fermi)

Primavera di Matilde Grazia Minuti (Quarrata, Pistoia – Istituto comprensivo Bonaccorso da Montemagno, Scuola media)

Dolce calore di Zeno Monsignori (Quarrata, Pistoia – Istituto comprensivo Bonaccorso da Montemagno, Scuola media)

X di Paolo Morganti Tita (Firenze – Scuola militare aeronautica Douhet)

Evviva l’onda di Alice Mugnaini (San Gimignano, Siena – Istituto comprensivo Folgore da San Gimignano, Scuola media)

La neve di Francesco Spallina (San Gimignano, Siena – Istituto comprensivo Folgore da San Gimignano, Scuola media)

Sei tu di Giulia Zaffiro (Firenze – Scuola militare aeronautica Douhet)

A mio fratello perduto di Francesca Patisso (Cecina – Liceo classico Fermi)

Santa Croce di Tommaso Piccardi (Firenze – Istituto comprensivo Le Cure, Scuola media Calvino)

Menzione speciale

Traduzione latina di Vola alta parola di Mario Luzi della Classe II del Liceo linguistico Fermi di Cecina (prof.ssa Torricelli)

 

Marco Marchi
Presidente del Premio Firenze per Mario Luzi

La Giuria del «Premio Firenze per Mario Luzi» è composta da
Marco Marchi (presidente), Elisabetta Biondi della SdrisciaElena GoriNicoletta Mainardi, Gloria ManghettiMarco Menicacci e Giacomo Trinci.

La premiazione è rinviata a data da definire

PROGRAMMA

“Firenze per Mario Luzi”
Nona Edizione

Cerimonia di Premiazione

Firenze – Biblioteca delle Oblate – Sala Conferenze
Via dell’Oriolo, 26

28 febbraio 2020 ore 9.30

Saluti
Sara Funaro, Assessore all’Educazione Università e Ricerca, formazione professionale, diritti e pari opportunità del Comune di Firenze

Simona Boboli e Marco Materassi, Direzione Istruzione Ufficio Progetti educativi

Agnese Pini, Direttore del quotidiano “La Nazione “

Introduzione e conduzione premiazione
Marco Marchi,

Professore di Letteratura Italiana moderna e contemporanea, Università degli Studi di Firenze

Proiezione di “Omaggio a Mario Luzi”,
filmati di repertorio gentilmente concessi dall’Archivio della Sede RAI per la Toscana

Premiazione degli studenti vincitori e lettura dei testi primi classificati

Consegna degli attestati di partecipazione

Sarà presente Gianni Luzi, figlio del Poeta

In collaborazione con “La Nazione” e con la Casa Editrice Le Lettere

Un Dio piccolo piccolo

di Antonietta Puri

ATTENZIONE
Leggi “Non startene nascosto” nei Testi!

La poesia Non startene nascosto, tratta da Frasi e incisi di un canto salutare, la raccolta luziana del 1990, ci conduce ad affrontare e cercare di penetrare il mistero del rapporto uomo-Dio che si realizza e si fa concreto con l’incarnazione, con l’atto per cui, secondo l’espressione di Giovanni (1, 14), “…il Verbo si fece carne”, cioè “si fece uomo”, assumendo così tutt’intera la natura umana, in corpo effettivo ed anima razionale: libera e misteriosa disposizione dell’amore di Dio per la salvezza dell’uomo.

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Fra desiderio e tormento. “Il termine”

Mario Luzidi Marco Menicacci

ATTENZIONE
Leggi “Il termine” in Testi!

In una delle sue poesie più memorabili, Limiti, Jorge Luis Borges scriveva che nella vita ci sarà per tutto – per ogni nostro atto o esperienza – una ultima volta: l’ultima volta che si passa per una strada, che si incontra qualcuno, che si prende in mano un libro dallo scaffale, che si chiude una porta. E così anche per il poeta Mario Luzi c’è stata un’ultima volta in cui ha scritto una poesia; l’ultima volta in cui la sua forza creativa si è concentrata fino ad arrivare a quel momento incandescente e inspiegabile in cui dalla mente di un uomo scaturiscono l’idea e le parole che formeranno una poesia.

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Luzi e i classici latini

Mario Luzidi Elisabetta Biondi della Sdriscia

Quando si laureò in Letteratura francese, nel 1936, con una tesi di laurea su Mauriac, Mario Luzi aveva già pubblicato La barca, il suo primo libro di poesie. Il poeta di Castello, però, aveva cominciato a frequentare la Facoltà di Lettere di Firenze con la mente rivolta alla filologia classica, allievo del grande filologo Giorgio Pasquali: solo in un secondo momento, e non senza essere passato attraverso i fascini di un’attrazione filosofica (vedi a questo proposito il post Luzi, poeta filosofo),  i suoi interessi si precisarono nella direzione che tutti conosciamo. Una solida formazione classica, dunque, quella di Luzi, con studi di latino e di greco, e una grande passione per la letteratura latina.

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Torna il nostro premio! Ecco il bando 2020

10 ottobre 2019 – Ecco il nuovo bando del “Premio Firenze per Mario Luzi” promosso dall’Assessorato all’Educazione del Comune di Firenze in collaborazione con il quotidiano “La Nazione” e la casa editrice “Le Lettere”.

Il premio, giunto con il 2020 alla sua nona edizione, è rivolto a tutti gli studenti della ToscanaIl bando può essere consultato e scaricato dall’apposita sezione del sito.

La Giuria del Premio “Firenze per Mario Luzi” 2020 è composta da Marco Marchi (presidente), Elisabetta Biondi della SdrisciaElena GoriNicoletta Mainardi, Gloria ManghettiMarco Menicacci, Alfiero PetreniGiacomo Trinci.

La premiazione si svolgerà la mattina di venerdì 28 febbraio 2020, data anniversaria della scomparsa di Mario Luzi, nella Sala conferenze della Biblioteca delle Oblate di Firenze.

Marco Marchi
Presidente del “Premio Firenze per Mario Luzi”

Poesia e terrorismo. Per Aldo Moro

Mario Luzidi Giacomo Trinci 

ATTENZIONE
Leggi “Acciambellato in quella sconcia stiva” in Testi!

Acciambellato in quella sconcia stiva è una poesia compresa nella raccolta Per il battesimo dei nostri frammenti, uscita nel 1985. Il mistero della realtà storica, col suo nocciolo di duro reale, si era aperta in modo vivido nelle raccolte degli anni sessanta e settanta e aveva creato quella meravigliosa stagione della maturità poetica di Mario Luzi in cui si assiste al presentarsi di un’acutizzata sensibilità verso il dramma collettivo dell’essere al mondo e al conseguente configurarsi di quell’incontro folgorante, infuocato, tra verticalità del processo mentale e orizzontalità del nuovo paesaggio umano e naturale, che veniva, adesso, in primo piano.

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Il ragazzo di Recanati. Luzi e Leopardi

leopardi-1di Nicoletta Mainardi

Ci voleva un poeta di prima grandezza come Mario Luzi per restituire a Giacomo Leopardi dal fondo del suo radicale pessimismo, storico ed esistenziale, un ritratto intimo commosso e partecipe che è quasi un autoritratto. Accanto al poeta scelto come esempio impareggiabile di stile e al filosofo di sconcertante lucidità intellettuale che s’interroga a nome di tutti sulla natura umana e sulle ragioni dell’infelicità, Luzi ritrova intatto nell’autore di A Silvia il cuore antico e perenne del “ragazzo di Recanati” innamorato del pensiero della vita al suo primo gioioso rivelarsi e al suo altrettanto precoce, profetico negarsi.

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