Tutti gli articoli di Marco Marchi

Torna il nostro premio! Ecco il bando 2018

9 novembre 2017. Ecco il nuovo bando del “Premio Firenze per Mario Luzi” promosso dall’Assessorato all’Educazione del Comune di Firenze e dal quotidiano “La Nazione”.

Il premio, giunto con il 2018 alla sua settima edizione, è rivolto a tutti gli studenti della ToscanaIl bando può essere consultato e scaricato dall’apposita sezione del sito.

La Giuria del Premio «Firenze per Mario Luzi» 2018 è composta da Marco Marchi (presidente), Elisabetta Biondi della SdrisciaElena GoriNicoletta Mainardi, Gloria ManghettiMarco Menicacci e Giacomo Trinci.

La premiazione si svolgerà mercoledì 28 febbraio 2018, data anniversaria della scomparsa di Mario Luzi.

Marco Marchi
Presidente del Premio «Firenze per Mario Luzi»

“Notizie a Giuseppina dopo tanti anni”

di Giacomo Trinci

Mario LuziATTENZIONE
Leggi “Notizie a Giuseppina dopo tanti anni” in Testi!

Pensiero, lingua, mondo: questi tre elementi disegnano una costante, un’ossessione nella storia della poesia di Mario Luzi e ne fanno una presenza centrale del nostro Novecento. Possiamo senz’altro dire che, all’interno dell’inesausta avventura della mente, si passa dal cuore dell’esperienza ermetica e goticizzante dei primi quattro libri, caratterizzati da un febbrile, astratto e acuto fuoco elegiaco e vertiginoso (questo fino al Quaderno gotico del 1947) all’interrogazione esitante, sommessa ma tenace, delle raccolte successive, aperte al segno purgatoriale con cui la realtà si apre, lascia filtrare segnali enigmatici e potenti insieme. Si arriva, infine, a quel germogliare finale di una vita interrogata nel pulsare eterno interno delle metamorfosi, cui dà forma una poesia sempre più musicalmente declinata in fugati tenui, aerei, potentemente scolpiti.

Continua la lettura di “Notizie a Giuseppina dopo tanti anni”

Il fiume, la vita

Luzi Tarasco 2014di Elena Gori

ATTENZIONE
Leggi “Dopo la curva” in Testi!

I versi di Dopo la curva fanno parte della raccolta di Mario Luzi Sotto specie umana, edita da Garzanti nel 1999. Protagonista indiscusso di questa lirica è il fiume, uno dei temi-cardine dell’intera opera del poeta fiorentino; basti pensare ad un titolo semanticamente evocativo come La barca, riferibile alla fase giovanile, o ai tanti corsi d’acqua che solcano le pagine luziane lasciandovi un’impronta incancellabile. In questa vasta casistica, il fiume diviene – è il caso dell’Arno – il “muto testimone o il protagonista di vicende legate a un territorio” (Marchi), o – come il più esotico Tigri – lo spettatore impotente degli scenari di guerra e di violenza nei quali quotidianamente resistono Le donne di Bagdad (vedi a questo proposito l’articolo Immagini di guerra e di vita).

Continua la lettura di Il fiume, la vita

Luzi e la Crusca

di Matteo Mazzone

Tra i membri della più prestigiosa istituzione linguistica italiana, l’Accademia della Crusca – nata nel lontano 1582 ed oggi con sede alla Villa Medicea di Castello (Firenze) – si annoverano, tra l’ieri e l’oggi, non solo importanti studiosi della nostra lingua, ma anche poeti di fama nazionale e internazionale: si pensi, per esempio, al seicentista Francesco Redi, autore del fortunato “Bacco in Toscana”, fino, riassumendo di molto, a due grandi nomi dell’Ottocento italiano come il poeta laureato Vincenzo Monti, e Giacomo Leopardi, i cui contatti con l’istituzione non sempre furono felici.

Continua la lettura di Luzi e la Crusca

Il ragazzo di Recanati. Luzi e Leopardi

leopardi-1di Nicoletta Mainardi

Ci voleva un poeta di prima grandezza come Mario Luzi per restituire a Giacomo Leopardi dal fondo del suo radicale pessimismo, storico ed esistenziale, un ritratto intimo commosso e partecipe che è quasi un autoritratto. Accanto al poeta scelto come esempio impareggiabile di stile e al filosofo di sconcertante lucidità intellettuale che s’interroga a nome di tutti sulla natura umana e sulle ragioni dell’infelicità, Luzi ritrova intatto nell’autore di A Silvia il cuore antico e perenne del “ragazzo di Recanati” innamorato del pensiero della vita al suo primo gioioso rivelarsi e al suo altrettanto precoce, profetico negarsi.

Continua la lettura di Il ragazzo di Recanati. Luzi e Leopardi

Grande festa della poesia. La premiazione!

di Marco Marchi

Alla presenza del vice presidente del Consiglio comunale Massimo Fratini e di Gianni Luzi, figlio del poeta di cui si celebrava il dodicesimo anniversario della morte, si è tenuta ieri pomeriggio alla Sala conferenze della Biblioteca delle Oblate la cerimonia di premiazione del concorso “Firenze per Mario Luzi”. È stato un vero successo, una festa della cultura e della creatività. Tanti studenti di tutta la Toscana pronti a testimoniare della necessità e della bellezza della poesia attraverso i versi che hanno immaginato e scritto: più di trecento testi inviati a concorrere che hanno fortemente impegnato la giuria nel giudicare e nel selezionare.

Continua la lettura di Grande festa della poesia. La premiazione!

Martedì 28 febbraio 2017, la premiazione

Logo Firenze

Premio “Firenze per Mario Luzi”

 Sesta edizione 2017

Cerimonia di Premiazione

Martedì 28 febbraio 2017 – ore 15.00

Sala Conferenze – Biblioteca delle Oblate
Via dell’Oriuolo, 24 – Firenze

Programma

Cristina Giachi
VIcesindaca e Assessora all’Educazione del Comune di Firenze 

Pier Francesco De Robertis
Direttore del quotidiano “La Nazione”

Marco Marchi
Professore di Letteratura Italiana moderna e contemporanea,
Università degli Studi di Firenze

Proiezione del documentario
In Toscana. Un viaggio in versi con Mario Luzi

Premiazione degli studenti vincitori e lettura dei testi primi classificati

Sarà presente Gianni Luzi, figlio del Poeta

Comune di Firenze Assessorato all’Educazione
in collaborazione con “La Nazione”

Per informazioni
Ufficio Progetti Educativi – Tel. 055 2625695
e-mail: progetti educativi.istruzione@comune.fi.it
http://firenzepermarioluzi.chiavidellacitta.it/

Contro la pena di morte

di Elisabetta Biondi della Sdriscia

ATTENZIONE
Leggi “Ab inferis” in Testi!

Nel corso della sua lunga e feconda attività, Mario Luzi scrisse anche dei testi teatrali in versi in cui egli, attraverso i personaggi in scena, si faceva testimone dell’iniquità e della volgarità dei suoi tempi. Tra le opere più note ricordiamo Ipazia, Rosales, Pietra oscura, Felicità turbate (su quest’ultimo testo vedi qui il post Luzi e Pontormo). Luzi compose, inoltre, su invito o committenza, dei brevi testi in versi, le Parlate, nelle quali, benché non si possano definire propriamente dei testi teatrali, dato il loro tratto informale, al di fuori di una scelta drammaturgica vera e propria, è riscontrabile un’indubbia vocazione scenica (cfr. Stefano Verdino nell’Introduzione a Mario Luzi, Parlate, Novara, Interlinea, 2003).

Continua la lettura di Contro la pena di morte

Luzi, Venturino e la “Commedia”

di Nicoletta Mainardi

La luce in che rideva il mio tesoro
ch’io trovai lì, si fe’ prima corusca,
quale a raggio di sole specchio d’oro;
Paradiso, XVII, 121-123

È noto come l’esempio di Dante e della Commedia abbia costituito un termine di riferimento costante e imprescindibile per il nuovo corso della poesia luziana del dopoguerra, sempre più responsabilmente implicata nella magmaticità dell’esistenza individuale e cosmica (vedi qui il post Luzi e Dante). La lezione di Dante riflette in Luzi un’immagine della poesia conforme alla sua ispirazione testimoniale e profetica: un’immagine “salutare”, desiderante e dinamica, che dall’hic et nunc della nostra transitoria e contraddittoria condizione umana risale al principio unitario e perenne della vita. Dante diventa progressivamente per Luzi un eterno contemporaneo con il quale confrontarsi nell’esercizio di una poesia che si vuole “pari alla vita”.

Continua la lettura di Luzi, Venturino e la “Commedia”